venerdì 25 maggio 2018

ALLA SCUOLA DI GESU'

Un brano tratto dal libro XIII del Commento a Matteo descrive il rapporto tra Gesù e gli apostoli come quello tra il maestro e i suoi discepoli.
Le parole: Si avvicinarono a lui i discepoli, vanno intese nel senso di scolari che pongono dei problemi al maestro. Da questo punto di vista i discepoli di Gesù sono certo da imitare: se mai tra noi non trovassimo risposta ad un quesito, con ogni concordia circa quel quesito, avviciniamoci a Gesù che è presente dove due o tre sono radunati nel suo nome, ed è pronto con la sua presenza, a seconda delle nostre capacità, ad illuminare i cuori di coloro che
sinceramente vogliono mettersi alla sua scuola per la comprensione dei quesiti.
 
LA SCUOLA NELL'ISLAM 


-l’educazione islamica si richiama alla Sunna (i Detti), un testo che riporta parole e azioni di Maometto
-Il credente nell’islam ha infatti il dovere sia di istruirsi sia di istruire -L’istruzione si articola in tre livelli

1)Istruzione primaria: scuole elementari, ovvero kuttab o maktab, esistono già in periodo pre-islamico
-nella scuola coranica elementare si cura, a partire dal quinto anno d’età, l’educazione dei maschi, inizialmente nelle moschee
- Tale istruzione è basata innanzitutto sulla memorizzazione dei versetti del  Corano, di cui è fondamentale la mnemotecnica (arte della memoria)la conoscenza della lingua araba
- in queste scuole viene insegnato anche il calcolo e il bambino viene introdotto alla conoscenza delle tradizioni

2)l'istruzione secondaria: fase di transizione e specializzazione, nella quale gli alunni acquisiscono abilità manuali e competenzeper la professione futura ( letteratura, predicazione, medicina, geometria, commercio, artigianato ecc.)

3)istruzione superiore: riservata ai maschi appartenenti ai ceti alti,prima è impartita nella moschea e poi nella madrasa un collegio nel quale convivono studenti e insegnanti 
-le discipline principali sono la teologia e la scienza coranica: in funzione della lettura e interpretazione del testo sacro, si studiano anche flologia, metrica, retorica e logica
-gli studenti vengono introdotti anche alla conoscenza del sufsmo
-Nel corpus degli studi rientrano anche architettura e calligrafa
-Inizialmente l’insegnamento nella madrasa era riservato alla matematica e alla filosofia 



mercoledì 23 maggio 2018

L'EDUCAZIONE NELL'ISLAM

-Il Corano è un codice religioso, giuridico, morale e sociale, e quindi, nel suo insieme, è anche un codice generale dell’educazione che riguarda sia gli adulti sia i bambini di una certa età
- Le raccomandazioni e i divieti del Corano non sono destinati al bambino immaturo, ma al bambino ormai responsabile o all’adulto responsabile del bambino
-L’islam raccomanda una formazione complessiva dell’essere umano: corpo, ragione, spirito, istinti e sentimenti
- Si tratta di un’educazione armoniosa come preparazione alla vera vita nell’aldilà: le nozioni di bene e male devono essere inculcate in vista del giudizio divino fnale
- Il bambino impara subito che esiste una vita dopo la morte e che riceverà un premio o una punizione, la vita terrena
-L’educazione è dunque contraddistinta da un’impronta religiosa: bisogna infatti trasmettere dall’inizio due valori fondamentali, la fede e la conoscenza che si acquisiscono attraverso la rivelazione coranica

MAOMETTO E L'ISLAM

-La nascita dell’islam si deve al profeta Muhammad, che noi conosciamo come Maometto, il quale avrebbe ricevuto la rivelazione di Dio, Allah in arabo, dall’arcangelo Gabriele nel 610
- Il contenuto di questa rivelazione costituisce il Corano, il testo sacro della religione islamica
-  Maometto ritiene di essere l’ultimo e defnitivo profeta, preceduto da Cristo, considerato egli stesso profeta, ma non fglio di Dio
- Maometto, secondo una certa tradizione non sa leggere e scrivere, e quindi trasmette oralmente il contenuto del Corano da generazione a generazione
-Il califo Uthman lo fa fnalmente trascrivere, nel 652, in un testo costituito da 114 sure 
- Il Corano contiene precetti che riguardano tutti gli aspetti della società islamica e in particolare i cosiddetti cinque pilastri dell’islam: 
• la testimonianza di fede, “non c’è altra divinità fuorché Dio (Allah) e Muhammad è il suo Profeta” 
• le cinque preghiere quotidiane: vengono pronunciate al mattino, a mezzogiorno, a metà pomeriggio , al tramonto, un’ora e mezza dopo il tramonto
• il pagamento dell’imposta coranica: nella convinzione che ognibene è di Allah, il credente musulmano deve versare il 2,5% di ciò che possiede al di là del fabbisogno necessario
• il pellegrinaggio alla Sacra Casa, cioè a La Mecca, città santa in Arabia Saudita (
• il digiuno del mese di Ramadan:, è il più osservato fra tutti gli obblighi e impone il digiuno a tutti gli adulti in buona salute, tutti i giorni dall’alba al ramonto


IL MONDO ARABO PREISLAMICO: LA TRADIZIONE ORALE

- L’educazione e la cultura nell’Alto medioevosono caratte-rizzate dallo stretto rapporto con la religione
-Questo vale anche per la civiltà araba, la quale si sviluppa nella penisola arabica, a partire dal VI-VII secolo d.C., grazie all’impulso dato da Maometto, il fondatore di una nuova religiosa monoteistica: l’islam. 
-Prima della conversione all’islam, l’Arabia, è abitata soprattutto da tribù nomadi dedite alla pastorizia
- I poemi preislamici hanno anche un carattere pedagogico: essi insegnano ai ragazzi e alle ragazze i propri compiti e raccomandano valori quali l’ospitalità, la generosità, la carità l’amore per gli animali
- In una Mu’allaquat vengono tessute le lodi di una cammella, animale prezioso per attraversare il deserto: “Se la pena mi afigge la scaccio con una cammella ondeggiante e veloce che giorno e notte cammina”


L'EDUCAZIONE DEL CAVALIERE

-L’educazione cavalleresca è la prima forma di educazione laica medioevale ed è imperniata sull’ideale cavalleresco, che siamo soliti far risalire al medioevo.
- Importante, sull’epopea cavalleresca, il poema della Chanson de Roland, si tratta di una chanson de geste appartenente al ciclo carolingio
- Al futuro cavaliere vengono insegnati la lealtà al proprio signore e la fedeltà agli impegni assunti. -Egli deve imparare anche a prendersi cura dei deboli e indifesi, come le donne e i bambini
-Suo compito però sarà anche la difesa della Chiesa e della fede
-A un certo momento questo atteggiamento tradizionale assume la forma di un preciso codice di comportamento, il dovere di comportarsi cortesemente verso le donne. 
- Già dall’VIII secolo la nomina a cavaliere avviene con una cerimonia cristiana che diventa poi un vero e proprio rito: l’investitura
- La formazione cavalleresca comincia molto presto: 
• a sette anni il ragazzo viene afdato come paggio a un gentiluomo: impara già a cavalcare e a usare le armi
 • a quattordici anni viene inviato come scudiero presso un altro castello o presso la corte stessa del sovrano se appartiene a una famiglia importante
• a ventun anni diventa cavaliere. 

CARLO MAGNO E LA SCUOLA PALATINA

-Un tentativo concreto e istituzionale di rianimare la cultura e l’istruzione si deve a Carlo Magno (742-814), re dei Franchi
-Il suo progetto politico prevede la costruzione di un impero che si richiami all’impero romano e al cristianesimo 
- Carlo dà vita a un fenomeno di rinascita culturale chiamato rinascita carolingia.
- ha compreso l’importanza di una riforma della struttura di governo che investa tutti i campi della cultura ed in modo particolare l’istruzione
- Nell’Esortazione generale 789 indica le linee guida del suo progetto di riforma generale
- Nel 782 Carlo Magno ha già incaricato Alcuino di York di istituire presso la sua corte ad Aquisgrana la Schola palatina, una scuola annessa al palazzo, destinata ai fgli della nobiltà laica desiderosidi acquisire una formazione classica
-il programma didattico della scuola prevede:
• un’istruzione primaria con l’insegnamento della lettura e della scrittura  e una prima introduzione alla comprensione delle Sacre Scritture; un livello superiore con delle materie propedeutiche allo studio della flosofa: le arti del trivio e del quadrivio
• nel livello più alto, lo studio della flosofa che, a sua volta, diviene preliminare per la conoscenza approfondita delle Sacre Scritture.
le scuole monastiche e presbiteriali per preparavano lezioni, sia per i chierici sia per i laici



GREGORIO MAGNO

-man mano che la chiesa diventa importante, nascono i sacerdoti addetti all'istruzione dei fedeli
-Gregorio Magno è stato un diffusore della religione cristiana e diffuse i principi pedagogici per la formazione dei chierici e vescovi
-i contenuti dell'apprendimento sono contenuti nei testi sacri ma anche nei classici delle letteratura di origine pagana  in un rapporto di fusione
 Convinto sostenitore della formazione popolare, una volta eletto papa ricorda ai suoi vescovi di perseguire la formazione religiosa del popolo, attraverso la predicazione
- Questa non deve fare sfoggio di un linguaggio forbito, incomprensibile ai più, ma adattarsi a un uditorio modesto
-Accanto alla cura per la semplifcazione del linguaggio, un altro principio pedagogico importante è il ricorso alle immagini “perché gli analfabeti leggano, guardando sui muri, le cose che non sono in grado di leggere nei libri”
-L’uso delle immagini, sarà una caratteristica di tutte le chiese del medioevo
- Importante anche la fondazione della schola cantorum, che riconosce nel canto un momento importante per unire i credenti nelle funzioni religiose.
 




















 
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venerdì 18 maggio 2018

SEVERINO BOEZIO

-al centro dei pensieri di Boezio c'erano delle arti militari
-le arti del quadrivio, ovvero: aritmetica, geometria, astronomia, musica, colgono perfettamente l'ordine del numero e dello spazio, dei corpi celesti e dei suoni
-Boezio dopo aver composto i testi delle arti del quadrivio, rivolge le sue attenzioni alle arti del trivio: il linguaggio, dialettica e retorica
-in particolare si occupa della dialettica ovvero delle regole per organizzare un discorso diretto
-la dialettica si divide in tra momenti del percorso formativo: 
1)lo studio della parola, suono, significato
2)lo studio del valore logico della parola
3)lo studio della proposizone
-grazie alla diffusione delle sue opere, la dialettica assume un ruolo importante nell'alto medioevo come valore centrale nel curriculum formativo
-a Pavia Boezio scrive la sua ultima opera, "la consolazione della filosofia"


 

giovedì 17 maggio 2018

BENEDETTO DA NORCIA E CASSIODORO: IL MONACHESIMO OCCIDENTALE

-nel 313 ci fu l'editto di Costantino, permise a tutti i cittadini la libertà di onorare le proprie libertà
-nel 380 ci fu l'editto di Tessalonica che proclamò il cristienesimo religione di Stato
-la Chiesa assume un ruolo importante, sopratutto nell'educazione
-a partire del V-VI sec. la Chiesa garantise l'istruzione. Tra le forme assunte dalla Chiesa vi è il monachesimo
-il monachesimo è nato in Oriente e si espreime come l desiderio, da parte dei laici, di imitare Cristo scegliendo di vivere una vita di povertà
-gli anacoreti decidono di vivere la loro vita in povertà, ascetica
-prima il movimento si organizza in comunità aperte, poi col tempo in comunità con regole
-grazie all'opera di Benedetto da Norcia, nel 480-547, il movimento di diffonde anche in Italia
-nel 529 egli fonda il monastero di Montacassino dopo aver fondato il suo primo monastero nei pressi di Roma a Subiaco
-la regola di Benedetto è ispirata a un principio di moderazione: i malati e gli infermi devo anche loro svolgere qualche attività ma adatta alla loro situazione
-al lavoro manuali i monaci alternano la preghiere e il lavoro intellettuale (revisione dei testi sacri)
-in questo modo i monaci contribuiscono alla salvaguardia del patrimonio culturale dell'occidente
-gli storici attribuiscono a Benedetto un anonimo testo ovvero la Regola magistri in cui l'autore chiarisce alcuni principi pedagogici fondamentali dove i giovani frequentano la scuola manostica
-è importante che i genitori siano informati sulla vocazione del proprio figlio
-i monaci hanno il compito di insegnare agli allievi la scittura  e la lettura per la comprensione dei testi sacri
















 

venerdì 4 maggio 2018

LA PATRISTICA GRECA: CLEMENTE ALESSANDRO, ORIGENE, GIOVANNI CRISOSTOMO


-i Padri della Chiesa scrivono in greco e sono attivi nella parte orientale dell'impero
-i pensatori greci avevano il compito sia di rinforzare la dottrina greca ma anche per arrivare verso il cristianesimo gli appartamenti alle classi colte
-Clemente Alessandrino scrive due opere: il Protrettico e il Pedagogo dove affronta il rapporto tra cristianesimo e cultura greca
-Clemente individua nei filosofi antichi una divina scintilla che li ha indotti ad ammettere l'esistenza di Dio
-Alessandrino valorizza maggiormente Cristo rispetto a Dio dove valorizza Cristo come un maestro "logos pedagogo" e ""logos maestro"
-il successore di Clemente alla guida del Didaskaleion è Origene, che procede un percorso di riconciliazione tra cristianesimo e filosofia
-secondo Origene è il messaggio divino a porsi come educatore all'umanità
-lo scopo dell'educazione cristiana è favorire il ritorno a Dio ovvero il tema dominante del cristianesimo
-un educatore della Patristica greca fu Giovanni Crisostomo, vescovo di Costantinopoli
-nella sua opera "Della vuota gloria e dell'educazione dei figli" considera la formazione etica dei figli
-secondo lui bisogna far crescere nei giovani una predisposizione a restare vicini alla parola di Cristo

giovedì 3 maggio 2018

CRISTIANESIMO E FILOSOFIA

-il cristianesimo si trova ad affrontar una doppia sfida: una dall'esterno (a causa delle società pagane) e una dall'interno (a causa delle diverse interpretazioni del messaggio cristano)
-nel II sec. appaiono le prima scuole cristiane. In queste scuole veniva insegnata anche filosofia greca
-nel Didaskaleion (Alessandria d'Egitto, una capitale culturale del mondo mediterraneo) operano Panteno, Clemente Alessandrino e Origene
-ad Alessandria d'Egitto vengono insegnate sette arti liberali, stabilendo un contatto tra tradizione classica e cristianesimo
-l'educazione prevede due livelli formativi: uno per gli incipienti (coloro che entrano nelle comunità cristiane) e uno per i competenti, per i quali si prevede una formazione più colta
-al sacerdote viene affitato il compito educativo nelle comunità dei credenti
-il catecumato lascia il posto a scuole superiori di teologia
-il battesimo ricopre un ruolo molto importante dato che è il mezzo con cui si può riconoscere chi davvero possiede la fede
-la patristica si occupa di un confronto tra la folosofia greco e quella romana (neoplatismo-stoicismo) 
-Sant'Agostino ritiene che il maestro serva solo per stimolare l'uomo affinchè scopra dentro di sè il maestro interiore come illuminazione divina


LA PRIMA EDUCAZIONE CRISTIANA E L'IMPORTANZA DEI FANCIULLI

-all'inizio l'educazione cristiana non si appoggia su una struttura scolastica, ma è basata sul rapporto personale che ricorda l'azione degli apostoli
-l'educazione cristana viene portata avanti dai Padri apostolici e apologisti ovvero autori posteriori alla generazione degli apostoli che vedono nel cristianesimo una religione pericolosa per l'impero
-per i cristiani l'educazione è rivolta a tutti, senza nessuna distinzione (sessuale,etnica,intellettuale)
-il cristianesimo trasmette un messaggio universale che attraverso un rinnovamento interiore conduce alla salvezza dell'anima
-il messaggio di Cristo è incentrato sull'amore per gli altri, riflesso nell'amore di Dio
-gli uomini vedono Cristo come una guida che li conduce su un lungo percorso di perfezionamento
-anche la concezione di infanzia muta decisamente,nella cultura pagana non si riscontra una particolare attenzione nei bisogni delle persone di quell'età
-per cristo i fanciulli erano un esempio da imitare


CRISTIANESIMO ED EDUCAZIONE: LA SALVEZZA DELL'ANIMA


-Una nuova innovazione nell'impero romano fu il cristianesimo a partire dalla predicazione di Cristo
-man mano che cresce l'importanza della Chiesa nascono i monasteri, situati nelle campagne. Essi sono sia isole di pace ma anche centri di conservazione e di trascrizione di opere del passato
-il cristianesimo manifesta una vocazione pedagogica nel quale Cristo è il maestro e predica la buona novella
-i primi strumenti di questa educazione sono i Vangeli centrati sulla figura di Cristo e il suo esempio
-gli esempi sono il contenuto delle parabole, ovvero un racconto didascalico che ricorre ad esempio concreti paragonando due situazioni: una nota e una non nota


 COME ALLEVARE IL BAMBINO  Il bambino è un deposito nelle mani dei suoi parenti. Il suo puro cuore è una perla preziosa, semplice, priva ...